I Cittanovesi hanno celebrato i 100 anni dalla posa della statua di San Pelagio sul campanile cittanovese

Nel museo cittanovese Lapidarium ha avuto luogo una piccola celebrazione per ricordare i 100 anni dalla posa della statua di San Pelagio in cima al campanile della chiesa parrocchiale. La statua del santo patrono e’ stata posata sulla cima del campanile il 4 aprile 1913, dopo che la vecchia statua di S.Pelagio e’ stata danneggiata da un fulmine.

La nuova statua di San Pelagio e’ stata realizzata da Giovanni Parentin, il diciottenne Carlo Manzoni l’ha avvolta con foglietti di rame, mentre il fabbro Bortolo Gianolla ha rinforzato con il ferro l’interno della scultura che era cavo, affinche’ possa essere posata sui resti di quella vecchia e cosi’ con l’aiuto del vento possa girarsi su se stessa. L’arduo e pericoloso compito di posare la statua in cima al campanile, che e’ stata alzata per mezzo di un’impalcatura, davanti a un pubblico numeroso di Cittanovesi e’ stato accettado dal Cittanovese Pelagio Tuiach. E’ stato questo un fatto molto importante per Cittanova, immortalato con alcune fotografie, custodite ancora oggi tra i ricordi familiari dalla Cittanovese Ines Manzoni Nikčević, la nipote di Pelagio Tuiach e figlia di Carlo Manzoni, che un secolo fa’ hanno contribuito a collocare la statua in cima al campanile.

Nell’ambito della celebrazione del centesimo anniversario dalla posa della statua del santo patrono della citta’ e’ stato proiettato un documentario della durata di 16 minuti nel quale la signora Manzoni Nikčević ha raccontato la storia dei suoi antenati e dei fatti che hanno accompagnato la posa della statua e ancora tanti ricordi di Cittanova durante la sua infanzia e la sua gioventu’ , parte di un ricordo collettivo dei vecchi Cittanovesi. Il documentario resta tra le altre cose una documentazione duratura della storia cittanovese, ha fatto notare la direttrice del Lapidarium Ketrin Milićević Mijošek, rivolgendosi ad un pubblico numeroso. Pure il sindaco Anteo Milos ha salutato i presenti aggiungendo che oggi dobbiamo seguire l’esempio positivo di San Pelagio, che ha ottenuto il titolo di santo per i suoi sacrifici volti ad aiutare il prossimo. Questi sono valori che abbiamo ereditato dal passato; a noi il compito di tramandarli nel futuro, ai nostri figli, ha dichiarato Milos ai suoi concittadini presenti.

Oltre al racconto della signora Manzoni Nikčević sulla posa della statua del santo patrono in cima al campanile avvenuta esattamente 100 anni fa’, i presenti hanno potuto ascoltare il racconto del parroco cittanovese Luka Pranjić in merito alla vita del santo.

– Della vita di san Pelagio e il suo martirio si sa poco, la sua biografia e’ molto povera di cenni storici, c’e’ molto di romanzato e romantico nel racconto del vescovo Tommasini in merito ai suoi martiri, ha riferito tra le altre cose il parroco Pranjić, precisando pero’ che si puo’ dire con sicurezza che era un figlio cittanovese e un giovane cristiano che rimasto orfano molto piccolo e’ stato allevato dal parroco Uranio che si e’ preoccupato di dargli una solida istruzione. Si presume che abbia preso qualche voto di ordine ecclesiastico inferiore , accolitato o iaconato, inquanto viene rappresentato dai diversi artisti nel corso della storia con l’abito talare „dalmatica“ e la „manipula“ sul braccio. Pelagio e’ stato molto attivo nella vita religiosa e sociale della comunita’, aiutando ai tempi del regno di Numeriano i cristiani cittanovesi in priogione, portando loro cibo e incoraggiandoli, esponendosi cosi’ a grandi pericoli. Si e’ dedicato alla cura dei poveri, aiutandoli nei modi piu’ disparati. Nel 283 in modo coraggioso e importante si rivolge al rappresentante romano Evilasio, accusandolo di crudelta’ verso i cristiani. Questi risponde senza pieta’ e ne ordina l’uccisione, ha riferito il parroco Pranjić.

– I Cittanovesi custodiscono da secoli il ricordo di questo giovane Cittanovese. Collocando la sua statua in cima al campanile esattamente cento anni fa’ e’ come se ci avessero voluto dire „Questo e’ l’esempio da seguire, cosi’ deve essere il Cittanovese, quello giusto“: umile, fedele, socialmente sensibile, combattente per la giustizia, istruito, pronto ad aiutare il prossimo nelle difficolta’, protettore delle persone semplici, perche’ anche lui era una persona semplice, ha continuato il parroco Pranjić, aggiungendo: “Cittanova ancora oggi si basa sui valori secondo i quali ha vissuto san Pelagio e per i quali e’ morto perche’ sono alla base della storia e la garanzia per il futuro. E mentre i nomi dei conti, capitani, ricchi, comandanti e addirittura vescovi, col tempo sbiadiscono, S.Pelagio, un personaggio storicamente quasi anonimo non viene dimenticato e protegge la sua citta’ dall’alto del campanile. Che questo personaggio „posizionato“ cosi’ in alto non sia soltanto un’immagine turistica tra le tante di Cittanova, perche’ lui e’ molto, ma molto di piu’. Lo sapevano i nostri antenati………

Dopo la celebrazione negli ambienti del museo, il pubblico si e’ riunito in piazza davanti alla chiesa, dove sul campanile e’ stato priettato il filmato della posa della statua, ideata e collocata da Josip Ružić della Rose Art di Castellier. Alla fine e’ stata distribuita una cartolina con l’immagine del santo in ricordo del centesimo anniversario. Il programma e’ stato organizzato dal Museo Lapidarium, dalla Citta’ di Novigrad-Cittanova e della parrocchia di S.Pelagio martire.